Volley in Festa 2016

Da alcuni anni Festa del Volley significa musica e ristorazione. Per 2 settimane, dalle ore 19 all'area feste avete visto cuochi, addetti ai tavoli e musicisti. Avete visto i vassoi uscire dalla cucina, avete cantato e ballato.
Ma c'e' una parte della festa che non avete visto; la parte piu' lunga, piu' difficile e impegnativa, quella parte che si e' svolta dietro il cancello chiuso, nel silenzio dell'area feste vuota.
E per questo vi lascio qualche immagine, perche' possiate, attraverso le mie parole, capire cio' che si cela dietro le quinte di un palco immaginario.
E partendo dall'inizio, vi racconto dei giorni precedenti l'apertura, quando l'area festa era semplicemente 'vuota' e di come, piano piano, si e' arricchita con i cartelloni e striscioni visibili e con tutto cio' che non si vede ma che e' indispensabile per una festa, dagli attrezzi di cucina ai piatti, dalla carta ai vassoi.
Vi racconto delle mattinate passate a sistemare e pulire tutto: cucina, tavoli, griglie, pista di ballo, palco, armate di scopa e sacchetti.
Degli innumerevoli viaggi in furgone per comprare ora questo ora quello e per portare le pietanze che qualche amico generoso aveva gia' preparato a casa.
Vi racconto del trambusto quando, quasi giornalmente, arrivano i fornitori, e occorre sistemare tutto nei frigo e nei freezer; in fretta, per evitare che si deteriori, e in ordine, per evitare confusione dopo.
Dietro i volti di coloro che avete visto ci sono tante storie; c'e' chi ha usato le ferie per aiutarci, e chi, pur attraversando un periodo difficile, non ha mai fatto mancare il proprio appoggio.
Chi avrebbe potuto festeggiare e invece era dietro il bancone, e tanti amici che gratuitamente hanno sottratto tempo alla famiglia e agli affetti, solo per la buona riuscita di questa festa.
Vi racconto dell'ospitalita' e della generosita' di una famiglia che mi ha regalato dei rari e apprezzati momenti di pausa, quasi un oasi di calma in un mare in tempesta e dell'aiuto silenzioso e discreto che mi ha permesso di superare i momenti difficili che non sono mancati in una festa cosi' lunga.
Di questi giorni resteranno i sorrisi a fine serata fra i pochi rimasti a chiudere il cancello, le battute scambiate in cucina mentre si preparavano i piatti (chiedere ad un allenatore trasformato in cuoco per i dettagli) e la consapevolezza che insieme si puo' fare tutto.
Molti dei protagonisti di questa festa si riconosceranno in queste poche righe, gli altri spero possano immaginare tutto cio' che non si vede, e magari, la prossima volta, potrebbero decidere di vederlo con i propri occhi.
Finita la festa, inizia una nuova stagione e per qualcuno ci sara' una nuova squadra o un diverso incarico, perche' ogni viaggio, ad un certo punto, finisce e un altro viaggio inizia con la speranza che sia costellato di tanti gesti concreti e di poche, pochissime parole.
Cristina
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